Firenze svenduta ad ore

Il risultato più eclatante della concessione ai ricchi privati della “cosa pubblica”  lo abbiamo verificato nel Settembre 2011  quando lo staff di Gucci ha lasciato in regalo danni (per fortuna pare di poco conto) ed immondizia in Palazzo Vecchio.

Ma Firenze continua ad essere venduta, anzi ceduta, per pochi spiccioli e garanzie nulle

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E’ un quadro agghiacciante quello che dipinge Tommaso Montanari raccontando ciò che è successo agli Uffizi a Firenze.

In poche parole: il museo affittato per intero a Madonna, che voleva goderselo senza turisti tra i piedi (e la Sovrindente scodinzolante le ha fatto da guida), ma peggio che peggio affittato per la sfilata di uno stilista, che ha messo la passerella tra le opere d’arte e ha concluso l’evento con una cena per miliardari (arrivati in jet privato) a cui ha partecipato uno scodinzolante Matteo Renzi.

Sapete quanto è costata questa lussuosa operazione allo stilista? 30.000 euro. Uno dei musei più belli del mondo si è venduto ai parei da spiaggia e al risottino al Barolo per miseri 30.000 euro e quattro lampade nuove. Anche al Louvre hanno “ospitato” Ferragamo: ma l’hanno tenuto alla larga dalle sale e soprattutto l’hanno convinto a sganciare, si vocifera, milioni di euro.

Invece, la roba nostra non vale nulla. Non avendo, musei e affini, neanche le cento lire per fare le fotocopie, qualche migliaio di euro sembra la manna dal cielo. E come i bambini africani, a cui si dà qualche spicciolo o una biro con condiscendenza, eccoci a dar via i Raffaello a gente che, come Madonna, 30.000 euro li spende solo di parrucchiere. Chissà cosa avrà pensato la rockstar, quattro soldi son bastati per avere gli Uffizi e persino la Soprintendente al seguito. Si sarà sentita in Zimbabwe.

A pensarci bene, però, tutto sommato non è una cattiva idea. Sapete, 30.000 euro non sono una gran somma neppure per molti italiani, specialmente nelle occasioni in cui non si bada a spese: come il giorno delle nozze. Perché non affittare i musei per i matrimoni allora?

Basterebbero magari appena 10.000 euro per il David, in fin dei conti è una statuona da sola in mezzo a un salone, e quel fustacchione bianco si intona perfettamente con l’abito a meringa; oppure, per un’occasione estiva, la Loggia della Signoria: foto degli sposi abbracciati al Perseo, tavolata sotto la loggia al fresco, il complessino neomelodico e “bacio, bacio!”. E alla fine, brindisino col sindaco.

E’ pieno di cafoni che non vedono l’ora. Certo, qualcuno vomiterà sotto un Caravaggio o cambierà il pannolino al pupo su qualche capitello, però questo ed altro per qualche fotocopia in più.

Sic transit gloria mundi.

(Foto: la Medusa del Caravaggio inorridita per certi spettacoli.)

 

Fonti:

http://crisis.blogosfere.it/2012/06/uffizi-firenze-litalia-in-svendita-al-cafonume-musei-compresi.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/26/se-gli-uffizi-diventano-un-museo-a-ore/