Uranio impoverito: la battaglia coraggiosa di Domenico Leggiero

C’è una medaglia (simbolica) che Domenico Leggiero, vicino al M5S e nostro ospite all’evento Legalità & Sicurezza, deve portare orgoglioso sul petto: il merito di aver abbattuto il muro di omertà che ha celato i rischi dell’uranio impoverito, mietendo troppe vittime tra i nostri militari. Anni di reticenze, depistaggi, verità occultate e negate dalle autorità politiche e militari “per salvaguardare la loro efficienza”.

“Non negare il rischio avrebbe significato scoprire le debolezze del sistema e anche le corruzioni dello stesso”, ci svela Leggiero, che ha contribuito alla stesura del programma pentastellato alle elezioni politiche 2018.  “I militari hanno voluto in qualche modo travisare la trasformazione dell’esercito di volontari in esercito protezionale, nascondendo quelli che erano i veri limiti e le vere problematiche dell’allora forza armata. E quindi hanno nascosto al Paese la verità per potersi ricollocare in un contesto internazionale del quale poi hanno pagato le conseguenze“.

Nel suo ultimo libro “Militari all’uranio. Per la prima volta i retroscena svelati da testimonianze, documentazioni e foto” scritto insieme alla giornalista d’inchiesta Mary Tagliazucchi, mette in luce la verità sul nesso causale che intercorre tra uranio impoverito e decesso dei militari. Uomini, che tuttora continuano ad ammalarsi e morire a causa di quest’arma bifronte, molto efficace a scopo militare, quanto pericolosa per chi ne entra a contatto. Ognuno di loro ha una storia che trova spazio nel racconto di Mimmo.

Consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, il maresciallo dell’Aves in congedo annovera tra le sue pubblicazioni “Uranio storia di un’Italia impoverita” (2006) e “L’esercito delle 3 scimmie. Tutto ciò che si dovrebbe sapere sulla vita militare” (1996). Un mondo, in cui Mimmo entra nel 1985, arruolandosi nell’esercito. Tre anni più tardi diventa pilota militare e con oltre 1000 ore di volo, viene qualificato Ispettore C.F.E. (Control Force Europe) e inserito nei pool internazionali per il controllo degli armamenti, l’attuazione e il rispetto dei trattati internazionali per la riduzione degli armamenti stessi. Dal 2005 continua la battaglia per i militari malati come Responsabile del Comparto Difesa dell’Osservatorio Militare Centro Studi, di cui è cofondatore nel 1999.