ATAF… dismissione bene comune

Anche nel Consiglio Comunale di ieri hanno parlato ampiamente di immigrazione, di legge 194, di cancellazione del reato di immigrazione clandestina, addirittura di Geenpeace.

consiglio-comunale-firenze-14-ottobre-2013-renzi-giunta-assentePerò hanno evitato di discutere su temi come ATAF, perché era assente (sarà un caso) il neo assessore e ex presidente di ATAF Bonaccorsi; di emergenza abitativa, gli immobili pubblici bisogna svenderli agli speculatori per l’edilizia residenziale; di sviluppo economico, Sara Biagiotti altro assessore assente impegnata al seguito del Sindaco Renzi.

Tanti cittadini sono stanchi di non ricevere risposte ai tanti bisogni della città.

Ieri una folta rappresentanza di lavoratori della ormai EX azienda municipale di trasporti ATAF ha manifestato il proprio disagio e le preoccupazioni per il futuro occupazionale dell’azienda dimessa dal Sindaco e dalla sua fedelissima rappresentanza politica in aula nel 2011.

ataf-cittadini-firenze-trasporto-pubblico-bene-comuneAi disagi dei lavoratori seguono quelli dei cittadini, che oltre a non avere un servizio più efficiente che va incontro ai loro bisogni, devono accollarsi i costi derivanti da questa dismissione e gli annunci nazionali del Sindaco sugli investimenti nel settore del trasporto urbano.

È notizia di questi giorni la richiesta di finanziamenti inoltrata dal Sindaco al Governo per 200 milioni di euro per la realizzazione della “metro-tramvia” sotterranea che dovrebbe attraversare il centro cittadino. Speriamo sia uno dei tanti “spot elettorali” e che tale rimanga perché altrimenti saremo di fronte a qualcosa di inaudito.

A suo tempo la dismissione di ATAF fu motivato dall’impossibilità di far fronte ai debiti dell’azienda (qualche decina di milioni di euro), perché il Sindaco non ha chiesto allora questa manciata di milioni che avrebbe risollevato l’azienda di trasporti cittadina? Oggi a Firenze avremmo ancora ATAF, patrimonio cittadino pubblico e avremmo la tutela occupazionale.

Ma questo andrebbe nell’interesse dei cittadini e si sa questo non porta i soldi degli speculatori, dei maghi del “project financing” che tanto piacciono a Renzi, il Sindaco di Firenze.

Vorremmo avere il piacere di discutere con lui dei problemi della città, dello sviluppo e della crescita culturale, sociale e patrimoniale, ma questo diritto ci è regolarmente negato.